La famiglia salta fuori presto in qualsiasi conversazione in rumeno: chi ti conosce da poco spesso ti chiede se hai fratelli e sorelle, se sei sposato e se hai figli. Questa guida ti dà le parole per tutta la famiglia, dai genitori ai suoceri e ai padrini, e ti mostra come dire correttamente mia madre o tuo fratello.
Genitori, figli, fratelli e sorelle
mamă
madre
tată
padre
părinți
genitori
copil
bambino, figlio
fiu
figlio
fiică
figlia
frate
fratello
soră
sorella
I plurali che ti serviranno più spesso sono irregolari: frate diventa frați (fratelli, anche nel senso di fratelli e sorelle), soră diventa surori e copil diventa copii. Nel parlato di tutti i giorni molti dicono băiatul meu (letteralmente «il mio ragazzo», cioè mio figlio) e fata mea (letteralmente «la mia ragazza», cioè mia figlia) invece di fiul e fiica.
I nonni e il resto della famiglia
bunic
nonno
bunică
nonna
nepot
nipote (maschio, di nonni o di zii)
nepoată
nipote (femmina, di nonni o di zii)
unchi
zio
mătușă
zia
văr
cugino
vară
cugina
Bunici significa i nonni, tutti e due insieme. Come l’italiano nipote, nepot indica sia il figlio di un figlio sia il figlio di un fratello, quindi è il contesto a dirti quale. Vară (cugina) si scrive e si pronuncia esattamente come vară (estate).
Partner e suoceri
soț
marito
soție
moglie
socru
suocero
soacră
suocera
cumnat
cognato
cumnată
cognata
ginere
genero
noră
nuora
I genitori del tuo coniuge, insieme, sono i socrii. Come l’italiano con consuoceri, anche il rumeno ha una parola apposta: le due coppie di genitori di una coppia sposata si chiamano a vicenda cuscri (cuscru per un uomo, cuscră per una donna).
Padrini: naș e nașă
naș
padrino, testimone di nozze
nașă
madrina, testimone di nozze
I nași sono la coppia che accompagna gli sposi al matrimonio e che fa da padrino e madrina a un bambino al battesimo. In molte famiglie la stessa coppia ricopre entrambi i ruoli e resta vicina alla famiglia per tutta la vita. Il figlioccio è fin, la figlioccia fină.
Mia madre, tuo fratello
Per dire mio, tuo e così via, il rumeno mette prima il nome, con il suo articolo determinativo, e il possessivo dopo. Il possessivo si accorda con il nome, non con chi possiede.
| Rumeno | Italiano |
|---|---|
| mama mea | mia madre |
| tatăl meu | mio padre |
| fratele meu | mio fratello |
| sora mea | mia sorella |
| părinții mei | i miei genitori |
| surorile mele | le mie sorelle |
| bunica ta | tua nonna |
| soțul tău | tuo marito |
Da sole, mama e tata di solito significano la mamma e il papà (i tuoi): Tata e acasă (Il papà è a casa). Per i parenti di qualcun altro, con il nome, usa il genitivo: sora lui Andrei (la sorella di Andrei), mama Mariei (la madre di Maria). La guida ai casi dei nomi rumeni spiega queste forme.
Parlare della tua famiglia
Câți frați ai?
Quanti fratelli e sorelle hai?
Am un frate și o soră.
Ho un fratello e una sorella.
Am doi copii.
Ho due figli.
Sunt căsătorit.
Sono sposato. (detto da un uomo)
Una donna dice Sunt căsătorită. Per l’età si usa a avea, come in italiano: Fiul meu are șapte ani (Mio figlio ha sette anni), e Câți ani are? chiede quanti anni ha qualcuno.
| Rumeno | Italiano |
|---|---|
| Nu sunt căsătorit. | Non sono sposato. (detto da un uomo) |
| Sunt divorțată. | Sono divorziata. (detto da una donna) |
| Suntem o familie mare. | Siamo una famiglia numerosa. |
| Sunt copil unic. | Sono figlio unico. |
Chiedere della famiglia di qualcuno
| Rumeno | Italiano |
|---|---|
| Ai frați? | Hai fratelli o sorelle? (tu) |
| Aveți copii? | Ha figli? (di cortesia) |
| Ce mai face mama ta? | Come sta tua madre? |
| Cum îl cheamă pe fratele tău? | Come si chiama tuo fratello? |
| Câți ani are fiica dumneavoastră? | Quanti anni ha Sua figlia? (di cortesia) |
In famiglia i rumeni usano anche molte forme affettuose: mămica (mammina), bunicuța (nonnina), frățiorul (fratellino). Non devi per forza usarle, ma le sentirai spesso.
Per approfondire
- dexonline (si apre in una nuova scheda), il dizionario online gratuito del rumeno, per qualsiasi altro parente tu debba nominare.
- Institutul Limbii Române (si apre in una nuova scheda), l’Istituto della Lingua Romena.